L’Oscuro Mondo di Rowena e gli ospiti indegni

Posto per il pubblico piacere un commento, con relativa risposta, all’articolo visionabile al link: http://rowenaoscura.wordpress.com/2011/04/29/tethra/#comment-476

e riguardante la partecipazione dei Tethra al Maximum 2011.

Lory Dice:
19 gennaio 2012 alle 16:15

Il progetto Tethra vede prendere forma nei pensieri di Belfagor, chitarrista della storica death metal band nostrana HORRID.

HAHAHAHAHAHAHA,QUESTO DOVREBBE ESSERE UN PREGIO????HAHAHAHAHAHHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHA

Replica
  • rowenaoscura Dice:
    19 gennaio 2012 alle 21:14   Forse non avete totalmente interiorizzato l’uso della lingua italiana, quindi mi appresto a delucidarvi in merito:in questo articolo non sono stati esposti i pregi della band ma ne è solamente stata data la genesi, quella che solitamente si chiama “biografia”.
    Infatti se vi degnate di leggere troverete scritto:
    “Ma chi sono i Tethra? giustamente per votarli ne vorrete sapere un po’ di più…”
    E NON: “questa band è una figata stratosferica per questi motivi”

    Ora che ho esplicato ciò, sono ben conscia dell’esistenza di un paio di detrattori dei Tethra e in particolare di Belfagor. Individui che per vicende personali (e, neanche a farlo apposta, musicali) con il fondatore degli Horrid hanno iniziato ha commentare a tappeto tutti gli aggiornamenti, i video, le news riguardanti i Tethra, spesso in toni offensivi.

    Poichè, anche se nascosti dietro nickname, queste persone sono a noi note, le invito in questa sede a rinunciare a questo intento e se proprio sentono il bisogno di dire qualcosa di farlo con i diretti interessati (Belfagor) faccia a faccia o almeno mettendoci il proprio nome.
    Viceversa stiamo parlando solamente di codardi disturbatori della libera condivisione di informazioni.

    PS: il modo migliore per commentare una band è parlando della loro musica…
    es: “mi piace per questo motivo…” oppure “non mi piace perchè…”
    è la base della comunicazione degli esseri umani, si chiama ARGOMENTARE la propria opinione.

NB: io non gestisco un giornale, questo è il mio regno, il mio blog, il mio diario, la mia casa. Qui comando io. Qui il diritto di parola lo inculo a sangue quando mi scrivono persone indegne. Non vi sta bene? Scrivete su un forum, su un giornale, su una comunity universitaria… in poche parole: cazzi vostri.

2011 in review

The WordPress.com stats helper monkeys prepared a 2011 annual report for this blog.

Here’s an excerpt:

A San Francisco cable car holds 60 people. This blog was viewed about 2.700 times in 2011. If it were a cable car, it would take about 45 trips to carry that many people.

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Il nuovo anno…

Ciao a tutti voi che abitualmente o per caso passate di qui…
Come per ogni bloger, anche per me è quasi d’obbligo scrivere un post per il natale e l’anno nuovo… quindi eccoci qui!

BUON ANNO
FELICE ANNO NUOVO
BUONA EPIFANIA

e in ritardo… BUON NATALE!

Vi risparmio la mia lista dei buoni propositi… perché, semplicemente, non ne ho.
Non ho cose che voglio ricordarmi di fare o che voglio impegnarmi a raggiungere o sciocchezze del genere… il primo dell’anno è un giorno come un altro, con la differenza che è un giorno di festeggiamenti e ilarità, sicché l’ho affrontato senza l’angoscia di obbiettivi da raggiungere che restano poi sempre delusi… io sono io, nella mia sincera integrità e come tale mi offro al mondo per affrontare qualsiasi situazione mi si presenterà.

Quindi: vaffanculo i buoni propositi e continuiamo a prendere le cose come vengono e ad affrontarle con spontaneità.

Vorrei spendere due parole in più invece per l’anno appena passato… non per tirare somme o conclusioni, ma più semplicemente per liberarmi di qualche peso…
Chi mi conosce più intimamente sa già un po’ tutto e chi non mi conosce non perderà tempo a leggere tutto questo quindi posso procedere liberamente.

Diciamocelo francamente… i soldi non bastano mai. Soprattutto quando non lavori, vai all’università, convivi e il tuo ragazzo ha un coadiuvante al lavoro e una ex-moglie a cui pagare l’equivalente di uno stipendio part time di alimenti… ma si potrebbe vivere anche stringendo la cinghia e non andando in vacanza… senza uscire, senza concerti e senza ristoranti o birre il sabato sera… si potrebbe vivere tranquillamente cibandosi di amore!
E lo si fa, si va avanti aggrappandosi a quella fiamma che illumina tutto scansando di volta in volta privazioni, tasse, spese condominiali, stipendi, assegni da firmare, bollette, domiciliazioni… burocrazia che ti insegue in ogni dove!
Sì, si potrebbe, si fa, è così!
Poi però arriva la stangata finale che fa si che l’amore non basti a sostenerti sempre…

quando vedi il tuo ragazzo, il tuo compagno, il tuo amore, tornare distrutto a casa dopo la giornata di lavoro e raccontarti di come suo padre – che lavora per lui da più di un anno ormai – gli renda la vita impossibile bistrattandolo, prendendolo in giro, facendolo apparire come un inetto davanti ai clienti e ai collaboratori, pretendendo di comandare e di fare tutto a modo suo quando la ditta NON è sua…
quando dopo decine e decine di discussioni faccia a faccia con tutta la famiglia non si riesca ad arrivare ad una situazione vivibile…
inizi a passare le ore del crepuscolo a pensare ad una soluzione… la cerchi, la cerchi, la cerchi e non la trovi, sembra non esserci una via d’uscita…
pochi soldi, sapere che per guadagnare abbastanza per tutti lui sta perdendo la salute… torna a casa sempre più depresso ogni giorno e non bastano le coccole e l’appoggio a farlo stare meglio… inizia a crescere un po’ di disperazione.

Fosse solo per noi due poi, si tirerebbe avanti (certo se mi permettesse di sostenerlo economicamente non sarebbe male…), ma sapendo che c’è un’altra persona che dipende da quello stipendio peggiora tutto e ci porta a non poter mollare su niente, a restare sempre in tensione, a sentirci entrambi anche in colpa nei suoi confronti…

Potremmo dire che, forse, alla fine il problema non siano i soldi che sono troppo pochi, ma che sia come al solito la famiglia, che ti soffoca e ti risucchia la vita.

A questo siamo arrivati… ad un vicolo cieco. Sopportare vuol dire morire a poco a poco, ribellarsi in toto vorrebbe dire arrivare a non guadagnare abbastanza per sopravvivere – e far sopravvivere gli altri – e alla fine non c’è scampo.

Io poi, lo sapete, sono testarda e rancorosa e aggiungo inesorabilmente al mio libro nero un nome alla vota… e alla fine se succederà qualcosa saprò chi uccidere.

PS: se siete in zona novara e avete un cane che non potete portare a spasso per via del lavoro contattatemi! sono disponibile il martedì, il venerdì e nei week end fino a fine febbraio, il prezzo e gli orari li concordiamo assieme!

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