C’era una volta tanto tempo fa,
quando il mondo era già vecchio e l’uomo era ancora giovane,
qualcuno che vegliava sull’essere umano tenendo lontano il buio,
tenendo lontano il dolore.
Erano i cavalieri della luce, uomini come tutti gli altri in apparenza, ma dotati di un animo tanto grande da poter distruggere il male che incessantemente insidiava l’uomo.
Una persona comune avrebbe faticato a riconoscerli, o forse no in realtà, ma essi in effetti non differivano dagli altri per l’apparenza, ma solo per la sostanza.
Erano di pura luce bianca, sottile come la polvere e calda come il sole.
Tra di loro era così che si riconoscevano, si vedevano come puri esseri di luce.
Ogni cavaliere della luce aveva al fianco una spada. Una lama di luce che sfoderata fendeva le tenebre per aiutarli a liberare gli esseri umani dall’oscurità, dal limbo di tenebre che essi tessevano per se stessi… per aiutarli a uscire dalle loro pozze di dolore.
Un tempo essi erano numerosi.
Purtroppo però, tutti gli angeli della luce nascevano come tali ma non era detto che morissero così.
Essi avevano due nomi, uno dato da loro dai genitori, come deve essere, l’altro che gli scorreva dentro. L’altro era luce.
Quando un bambino, nato cavaliere della luce scopriva il suo nome, era perchè questo gli esplodeva fuori dal petto in un sussurro e li legava a se.
Ho detto che essi però non sempre morivano tali… perchè a volte non riuscivano ad essere abbastanza forti e il buio fagocitava anche loro e spegneva la fiamma che li alimentava.
Oggi, il mondo è ancora più vecchio e l’uomo è invecchiato e si è imbruttito.
La sua vita ora è più facile e la morte si allontana sempre più da lui.
Oggi i cavalieri della luce sono pochi, divisi. Dispersi.
Il buio ha avvinto così tanti cuori che essi non nascono quasi più o si spengono ancor prima di essere maturi.
Oggi quando un cavaliere della luce ne incontra un’altro non può trattenersi dall’abbracciarlo piangendo, perchè ai suoi occhi è giunta finalmente un’altra luce a spezzare la coltre di tenebra che ricopre qualsiasi cosa.
Conosco un cavaliere della luce, che mi ha rivelato queste cose.
La sua è una storia triste.
Aveva 14 anni quando il suo nome è scoppiato a dargli la vita, a donargli una nuova consapevolezza.
A donargli una forza straordinaria.
Non sa se esistano altri oggi come lei.
Sa però che uno credeva di averlo trovato e lo credeva così fortemente da ingannarsi.
Nella gioia che provava si celava il semplice inganno di chi desidera trovare un’altro simile a se.
Infatti dopo aver passato molto tempo col nuovo cavaliere, un giorno questo cambiò.
D’improvviso lei si accorse che qualcosa era sbagliato, che quella luce non era fine come l’aveva vista e che era fredda.
Non le scaldava più il cuore come un tempo.
Non riusciva a riconoscerla nel buio come quella che conosceva… forse si stava spegnendo!
Era terrorizzata dall’idea di restare di nuovo sola.
Di non avere più nessuno che la comprendesse, che capisse la sua pena nel vedere la nebbia calare su ogni cosa…
Vi fu poi un attimo di buio dal quale riemerse una luce, calda stavolta, ma molto piccola…
E allora lei capì che il cavaliere era morto e al suo posto rimaneva solo una triste lanterna.
Triste, triste come lei all’idea che le tenebre avessero vinto un’altra volta, sotto il suo naso senza che lei avesse le forze di dissiparla…
Allora cominciò a piangere.
E in cuor suo continuò a farlo perchè sentiva che il mondo era davvero un posto triste in cui stare.
Le tenebre alla fine si portarono via anche sua madre che era la sola consolazione del suo pianto.
Non aveva mai visto un essere umano così forte come lei.
Era più forte di qualsiasi cavaliere, era più forte della figlia che non riusciva a fare altro che piangere per il male nel mondo.
Poi una sera successe una cosa e finalmente il cavaliere della luce capì.
Era seduto su una panchina con un’essere umano che gli raccontava una piccola parte della sua storia…
Dapprima aveva provato orrore per il male provocato da una tale azione, ma mentre ascoltava capì.
Capì quanto sbagliasse a disperarsi per tutto quel dolore…
Ricordò di un altro cavaliere di cui aveva letto gli scritti e trovò la risposta in essi finalmente!
Gli esseri umani si creano quel dolore.
Se non lo volessero smetterebbero di fare male.
Sono le loro ILLUSIONI a creare tutto questo… i cavalieri della luce dovevano essere olo guardiani.
Solo presenze finalizzate a trasmettere quello che sapevano della vita in modo innato.
Smise subito di piangere mentre tornava a casa.
Iniziò a ridere di gusto perchè aveva capito.
Il mondo era così e così sarebbe sempre stato.
Gli umani in fondo volevano vivere come in una telenovela in costante tribolazione perchè il dolore anche se non lo avrebbero mai ammesso li faceva sentire vivi!
Rise.Rise. Rise ancora di più mentre tornava a casa, camminando verso il tramonto, mentre guardava crescere le aureole intorno ai lampioni e tornava ad acquattarsi nel buio.
Amava quel pianeta e quegli strani esseri che era chiamata a vegliare e li avrebbe sempre amati per quanto sembrava volessero giocare a tradire l’ammirazione che provava per loro.
Mantre tornava a quel luogo che chiamava casa,
si sorprese a sorridere mentre pensava che tutto questo era ironicamente fantastico
e che non si sarebbe persa per niente al mondo la puntata finale.